Antonio Minelli, nato a Genova nel 1962, sviluppa da oltre quarant'anni una ricerca artistica che attraversa il teatro, la musica, le arti visive e le tecnologie digitali.
Al centro del suo lavoro si trova la relazione tra interprete, spazio e spettatore: un'indagine sulle possibilità della rappresentazione, sulla forza comunicativa delle emozioni e sulla costruzione di esperienze capaci di oltrepassare i confini convenzionali della scena.
La sua attività si è sviluppata attraverso il teatro di ricerca, la regia, la performance urbana e la formazione, fino alla progettazione di scenografie digitali, videomapping narrativi e ambienti immersivi.
L'incontro fra linguaggi differenti non rappresenta una separazione tra discipline, ma un percorso di sperimentazione nel quale parola, corpo, musica, immagine e tecnologia concorrono alla costruzione del racconto.
La formazione artistica di Antonio Minelli ha inizio a Genova nel 1979, presso la Piccola Accademia dell'Atelier diretta da Lea Ansaldo. Negli anni successivi approfondisce la recitazione, la danza e la musica, collaborando con diverse compagnie teatrali e sperimentando i differenti mestieri della scena.
Nel 1983 firma la sua prima regia, L'ipotesi, su testo di Raffaele Cile. Nel 1990 un soggiorno a Rio de Janeiro contribuisce ad ampliare la sua ricerca sui linguaggi della rappresentazione e della comunicazione.
Rientrato in Italia, avvia nel 1991 la Compagnia Teatro delle Vigne, formalmente costituita nel 1992. È l'inizio di un lungo percorso di sperimentazione che porta il teatro fuori dagli edifici tradizionalmente destinati allo spettacolo.
Piazze, chiese, ristoranti, navi, grotte e centri storici diventano luoghi della rappresentazione. Lo spazio non è più soltanto il contenitore dell'azione teatrale, ma partecipa alla sua costruzione, modificando il rapporto fra attori e pubblico.
Nel 1994 Minelli e alcuni componenti della compagnia si trasferiscono presso la Masseria San Nicola, nel territorio di Putignano. Qui prende forma un'esperienza di creazione collettiva nella quale vita quotidiana, formazione e pratica artistica si intrecciano.
La masseria diventa un luogo di incontro e sperimentazione, da cui prendono avvio produzioni, attività formative e progetti culturali. In questo contesto si sviluppa anche una ricerca sul teatro come strumento di relazione e partecipazione, attraverso esperienze rivolte a giovani, persone con disabilità e comunità impegnate in percorsi di recupero sociale.
Accanto al teatro di prosa e alle performance urbane, la musica assume progressivamente un ruolo centrale. Dal 1995 la collaborazione con il compositore e chitarrista Davide Cervellino dà vita al progetto Xantaria e a produzioni nelle quali la voce, il teatro e la ricerca musicale si incontrano, come Sole bruciato, Labbra color rugiada e Anima Latina.
La pluralità dei linguaggi diventa così uno degli elementi ricorrenti del suo percorso registico: ogni produzione cerca una propria forma espressiva in relazione al soggetto, agli interpreti e al luogo in cui prende vita.
L'interesse per l'immagine e le tecnologie audiovisive accompagna il lavoro di Minelli fin dagli anni Novanta, attraverso sperimentazioni digitali, cortometraggi e scenografie realizzate con strumenti elettronici.
L'evoluzione delle tecnologie apre progressivamente nuove possibilità alla sua ricerca teatrale. Le proiezioni, gli ambienti virtuali e le immagini in movimento entrano nella costruzione scenica, estendendo il campo della rappresentazione oltre la presenza fisica dell'attore.
Il teatro dialoga con l'architettura, il paesaggio e gli spazi della memoria. Facciate monumentali, luoghi di culto, edifici storici e ambienti urbani diventano superfici e luoghi di narrazione.
In questa direzione si sviluppano produzioni di videomapping narrativo, installazioni multimediali, scenografie digitali per spettacoli e concerti, esperienze immersive e progetti di valorizzazione del patrimonio culturale.
Dalle produzioni teatrali che integrano personaggi virtuali ai grandi interventi architettonici, fino agli ambienti immersivi e alle performance digitali contemporanee, il suo lavoro continua a interrogare il rapporto tra spazio reale e spazio rappresentato.
Le tecnologie non costituiscono un linguaggio autonomo e separato dal teatro, ma strumenti attraverso i quali sviluppare nuove forme di drammaturgia visiva e nuove relazioni con lo spettatore.
Una ricerca che cambia strumenti e dimensioni, mantenendo al centro la costruzione dell'esperienza artistica.
Formazione teatrale a Genova.
L'ipotesi, su testo di Raffaele Cile.
Avvio dell'attività nel 1991 e costituzione formale nel 1992.
Trasferimento in Puglia e sviluppo della creazione collettiva.
Inizio della collaborazione con Davide Cervellino e progetto Xantaria.
Prime esperienze audiovisive e multimediali documentate.
Nuova fase artistica con la compagnia fondata da Alessia Carrieri, di cui Antonio assume la direzione artistica.
Videomapping, performance urbane e installazioni per il patrimonio culturale.
Produzioni internazionali, ambienti virtuali e nuove scenografie digitali.
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